Aumentato rischio in
gravidanza
Chiusura delle
scuole?
Cos'è il virus dell'influenza A H1N1 (suina)?
Il virus H1N1 è un nuovo tipo di
influenza che causa malattia nelle persone e che
non era mai circolato prima tra gli esseri umani. Il
nuovo virus è stato identificato per la prima volta tra
la fine di marzo e l’inizio d’aprile di quest’anno in
Messico, Stati Uniti e Canada. Il virus si contrae per
contatto interpersonale, è quindi passato da persona a
persona, probabilmente nello stesso modo che
l’influenza
stagionale.
Come si infettano le persone con il virus influenzale H1N1? Come si trasmette il virus?
Il virus si trasmette da persona a persona, con la stessa facilità con cui si trasmette l’influenza stagionale e può essere passato a sua volta dalla persona infettata ad altre persone esponendole a microgocce infette espulse attraverso colpi di tosse o starnuti che possono essere inalati direttamente o che possono contaminare mani e superfici. La trasmissione può anche avvenire se ci si trova molto vicini ad una persona malata che ci parla o ci respira "addosso". In questo caso la distanza di sicurezza è intorno al mezzo metro, mentre è di oltre un metro per gli starnuti e oltre tre metri per i colpi di tosse.Le vie d'ingresso del virus nel nostro corpo sono la bocca, il naso e gli occhi. Ricordiamo pertanto che, oltre al passaggio diretto del virus espulso da una persona infetta per una di queste porte di ingresso, è possibile infettarsi con le proprie mani dopo aver toccato goccioline di saliva infetta depositate sopra superfici di uso comune. Questo avviene facilmente attraverso gesti automatici, come quando ci strofiniamo gli occhi o ci tocchiamo per qualche motivo le labbra o il naso con le mani.
Importante dunque
1. lavarsi spesso le mani con acqua calda e sapone o, in alternativa, con soluzioni detergenti a base di alcool o ancora usando salviettine disinfettanti
2. acquisire la consapevolezza del rischio cui ci si espone portando le mani non pulite in prossimità del nostro viso o di quello dei nostri cari.
Per evitare la trasmissione le persone malate dovrebbero coprirsi bocca e naso quando tossiscono o starnutiscono, rimanere in casa finché stanno male, pulirsi le mani frequentemente, e tenersi il più possibile a buona distanza dalle persone sane (vedi le 6 regole per prevenire l'influenza).
Ricordiamoci che il virus teme il calore forte, la distanza (può saltare con le microgocce di tosse e starnuti da 15cm a 2 metri) e.... la pulizia!
Scarica le istruzioni per lavarsi
efficacemente le mani (circa un Mb) del Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
Non vi sono casi conosciuti di persone infettate dopo
essere venute a contatto con maiali o altri
animali.
Quali sono i sintomi dell'infezione?
I sintomi dell’influenza A (H1N1) sono febbre, tosse, mal di testa, dolori muscolari e alle giunture, mal di gola e naso che cola; a volte si manifestano vomito e diarrea. I sintomi principali sono fondamentalmente simili a quelli tipici dell’influenza stagionale. Come per l’influenza stagionale si possono verificare complicazioni gravi, come la polmonite, e il peggioramento di patologie croniche preesistenti.Per i bambini, è importante ricordare che:
• i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere sintomi, che invece si possono tradurre in irritabilità, pianto, inappetenza
• nel lattante l'influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre
• occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell'influenza nei bambini in età prescolare, in caso di febbre alta
• nei bambini da 1 a 5 anni le manifestazioni influenzali sono spesso accompagnate da infiammazione della gola, bronchite e febbre alta.
Quando è il caso di chiamare il medico?
Se compaiono sintomi di allarme, che sononegli adulti
• fiato corto o respiro affannoso
• dolore o senso di compressione al torace o all'addome
• improvvisa vertigine
• confusione mentale
• vomito grave o persistente
nei bambini
• respiro frequente e difficoltoso
• colorito scuro-bluastro
• mancanza di sete
• forte sonnolenza e scarsa interazione con gli altri
• forte irritabilità, tanto da non voler essere toccato
• iniziale miglioramento dei sintomi influenzali, seguito da nuovo peggioramento con febbre e aggravamento della tosse
• febbre accompagnata da eruzione cutanea
Per quanto tempo una persona con l'influenza può trasmettere il virus ad altre persone?
Le persone con l'Influenza sono molto contagiose tra il secondo e il terzo giorno dopo l'inizio della infezione e cioè per tutto il periodo in cui manifestano sintomi, generalmente per 7 giorni dall’inizio della sintomatologia. I bambini, specialmente quelli più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi In ogni caso, è comunque prudente considerare infetta una persona fino a quando manifesta sintomi.La gravità dell'influenza H1N1 può modificarsi col tempo?
Si, perché i virus influenzali vanno incontro a continue modifiche delle proprie informazioni genetiche, dando origine a "varianti" virali. Il nostro sistema immunitario è in grado di difendersi da molte di queste varianti (che elimina), mentre altre non le riconosce e non riesce pertanto a combatterle. Ogni essere umano può avere risposte diverse a seconda delle proprie caratteristiche genetiche, e popolazioni con maggiori differenze genetiche, generalmente viventi in aree distanti del pianeta, saranno sensibili a varianti virali molto diverse fra loro, più innocue o più pericolose. Queste varianti saranno quelle che emergeranno da una determinata area geografica del pianeta. Questo fa si che la gravità della malattia possa cambiare nel corso del tempo e possa manifestarsi con intensità diversa in diverse località e in diverse popolazioni. L’attuale pandemia è ancora all’inizio della sua evoluzione (settembre 2009) e non è possibile prevederne l’ andamento, che sarà però cruciale controllare rigorosamente a livello sanitario e scientifico.Chi sono le persone a rischio?
Sono da considerare a rischio le donne in gravidanza, le persone obese (indice di massa corporea uguale o superiore a 40), i bambini sotto i due anni, le persone cardiopatiche e quelle affette da patologie croniche polmonari, i pazienti immunodepressi, i pazienti con tumori e quelli affetti da patologie croniche debilitanti.Come proteggere i bambini dal virus influenzale?
E' importante evitare di tossire o starnutire verso il viso dei piccoli soprattutto quando gli si è più vicin, come quando li si nutre. Quando si portano a spasso con o senza passeggino evitare che adulti o altri bambini li carezzino o li bacino. Giocattoli e ciucciotti possono essere veicoli di contagio se toccano superfici contaminate (per esempio cadendo). Se in casa vi sono persone con l'influenza, sarebbe importante che queste si astenessero dal prendersi cura dei bambini. Se non vi sono alternative, la persona malata dovrebbe indossare una mascherina e coprirsi bocca e naso con un fazzoletto quando tossisce o starnutisce.Come alimentare i bambini nel periodo influenzale?
L'influenza può essere molto seria nei bambini piccoli. I bambini allattati al seno si ammalano meno, e meno spesso di influenza, rispetto a quelli non allattati al seno. Il latte materno passa gli anticorpi della madre al bambino. Le mamme venute a contatto col virus non devono smettere di allattare al seno, perché nel frattempo generano gli anticorpi per combattere il nuovo virus e mmunizzano così anche i figli. Il latte materno è il miglior nutrimento e la migliore difesa contro le malattie cui sono state esposte le mamme. E' insostituibile come vaccino universale e naturale. E' particolarmente importante per i bambini piccoli, che hanno un sistema immunitario immaturo e ancora in via di sviluppo. Se poi il bambino si ammala, è ancora più importante che riceva il latte materno, anche bevendolo da una siringa se non ha la forza di succhiare. E' il miglior farmaco che possa ricevere.E' consigliabile vaccinarsi contro il virus il virus influenzale A/H1N1?
La vaccinazione è fortemente consigliata, soprattutto per le categorie a rischio. La vaccinazione è l’ intervento medico più importante per contenere la malattia e limitare i decessi durante una pandemia influenzale. Essa aumenta il livello di protezione individuale, minimizzando i sintomi e la durata della malattia qualora si contragga il virus.Alcuni paesi hanno deciso di vaccinare tutta la popolazione, altri hanno deciso di vaccinare solamente determinati gruppi di soggetti. Coloro a cui dare la precedenza nella vaccinazione sono gli addetti alla sanità e ai pubblici servizi in modo da salvaguardare il servizio sanitario e l’ integrità delle infrastrutture critiche del Paese, i giovani perché completamente sprovvisti di protezione, le donne in gravidanza in quanto è stata riscontrata una loro maggior fragilità, le persone che vivono o curano dei neonati, i soggetti affetti da patologie debilitanti che sono a rischio di complicanze gravi e mortalità.
Il vaccino contro l'influenza stagionale è efficace anche contro il virus A/H1N1?
Sebbene vi siano alcune strutture in comune tra il virus A/H1N1 e uno dei tre ceppi di virus influenzali che sono attesi per la stagione invernale, non vi è motivo di credere che un vaccino protegga contro tutte e due le ondate influenzali. Pertanto i vaccini anti-influenzali nella stagione invernale 2009/2010 saranno due: uno monovalente contro il ceppo pandemico A/H1N1, l'altro trivalente contro i ceppi dell'epidemia stagionale.Esistono farmaci antivirali efficaci contro il virus A/H1N1?
Le prove attuali indicano che il virus dell’influenza A/H1N1 è sensibile ai farmaci antivirali come gli inibitori della neuraminidasi ma è resistente agli amantadani. Va detto però che maggior parte dei casi umani di A/H1N1 non sono gravi e certamente gran parte delle persone infettate si ristabilirà autonomamente. Gli antivirali possono alleviare i sintomi e abbreviare il decorso della malattia, ma vanno usasti solamente nei casi gravi e sotto controllo medico per non favorire la selezione di ceppi virali resistenti.Qual è il modo più efficace per lavarsi le mani allo scopo di evitare il contagio?
La pulizia delle mani aiuta a proteggersi da tutti i germi. Il lavaggio deve essere ripetuto spesso e effettuato con cura, con acqua e sapone o con un detersivo a base di alcol. A questo proposito sarà utile ricordare che le mani comprendono i polsi e gli spazi interdigitali. Quando ci si lava le mani con sapone e acqua calda, si consiglia di farlo per almeno 20 secondi. Quando acqua e sapone non sono disponibili, si possono usare salviette monouso a base di alcol o gel disinfettanti che si trovano nella maggior parte dei supermercati e delle farmacie. Se si utilizza il gel, si devono strofinare le mani fino a quando il gel è asciutto. Il gel non ha bisogno di acqua per essere efficace; l'alcool in esso contenuto uccide i germi presenti sulle mani.Quando è il caso di utilizzare una mascherina?
Per uso personale, ci si può fare una piccola scorta di mascherine cosiddette “chirurgiche” monouso, disponibili in commercio, per esempio presso le farmacie e le drogherie. La mascherina può essere usata sia da chi è malato, per limitare la possibilità che si infetti chi lo accudisce, sia da chi accudisce un malato. La si può anche usare se devi frequentare un luogo chiuso in cui siano radunate molte persone.Le mascherine vanno cambiate con frequenza, perché possono inumidirsi e quindi perdere la loro efficacia. È essenziale un adattamento ottimale della mascherina al viso, che può ad esempio risultare compromesso in presenza di barba. Agli uomini si raccomanda pertanto di radersi prima di indossare una mascherina. L’adattamento al viso deve essere fatto con molta attenzione nei bambini, in quanto le mascherine sono state concepite per gli adulti.
Le classiche mascherine chirurgiche monouso leggere, confortevoli e poco opprimenti servono a proteggere dalle goccioline infette ma non rappresentano una barriera per le particelle più piccole. Hanno più o meno lo stesso effetto di quando ci si copre la bocca con un fazzoletto, riducendo di circa quattro volte la probabilità di infettarsi.
Le più raccomandabili sono i cosiddetti respiratori del tipo N95: queste maschere, in apparenza molto simili alle prime, riescono a filtrare, oltre alle gocce di saliva, anche le particelle più piccole. I respiratori aderiscono meglio al viso (differiscono infatti per misura e grandezza), ma sono più difficilmente sopportabili per tempi lunghi. Sono indicate nelle situazioni di “stretto contatto” con una persona infetta (secondo l’Organizzazione mondiale della sanità “a stretto contatto” vuol dire a meno di un metro di distanza da un soggetto malato) come accade comunemente per il personale sanitario.
Cos'è una pandemia?
Si tratta di un'epidemia che causa malattia grave su scala mondiale. Avviene in seguito alla comparsa di un nuovo virus influenzale di tipo A in grado di essere trasmesso da un essere umano all'altro: siccome l'immunità naturale è scarsa o assente, l'infezione viene trasmessa facilmente e velocissimamente.Perché siamo così preoccupati da questa pandemia di influenza?
L’influenza stagionale si presenta ogni anno, uccidendo migliaia di persone nel mondo. I virus responsabili cambiano ogni anno, ma la maggior parte delle persone riesce a sviluppare un certo grado di immunità ai virus circolanti perché il cambiamento dei virus è graduale e parziale, e questo consente di limitare il numero e la gravità delle infezioni. Alcuni Paesi, tra cui l’Italia rendono disponibile un vaccino annuale per ridurre l’incidenza della malattia e i casi di morte.Ma l’influenza A H1N1 è un virus completamente nuovo, contro il quale le persone hanno pochissima o nessuna immunità, e pertanto questo virus potrebbe causare molte più infezioni di quante non se ne verifichino con l’influenza stagionale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta lavorando in stretto coordinamento con i produttori per accelerare lo sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace, anche se ci vorranno alcuni mesi prima che sia disponibile.
Perché compaiono nuovi virus influenzali?
Nuovi virus influenzali emergono in seguito ad un processo chiamato spostamento antigenico, che provoca una modifica importante ed improvvisa dei virus influenzali di tipo A.Perché il nuovo virus influenzale H1N1 è anche chiamato "influenza suina"?
Il virus H1N1 è stato originariamente chiamato suino, in quanto gli scienziati che lo hanno analizzato per primi hanno rivelato che molti geni di questo virus sono simili a quelli dell’influenza che normalmente colpisce i suini dell’ America del nord. Ma gli studi successivi hanno poi messo in evidenza che il virus è in realtà parecchio diverso da quello che circola normalmente tra i maiali dell’America settentrionale. Infatti possiede due geni che si riscontrano comunemente nei virus che si isolano dai maiali europei e asiatici, oltre a geni aviari (influenza che colpisce i volatili) e umani. Pertanto gli scienziati lo chiamano quadruplo riassortante.A che punto è la diffusione nel mondo?
La diffusione del virus influenzale A H1N1 è andata oltre le previsioni nell'emisfero Sud del pianeta, che ha attraversato la stagione fredda mentre da noi era estate, mentre è stata rallentata dal clima nell'emisfero Nord, nel quale è ora in atto una forte ripresa della diffusione con l'arrivo dei primi freddi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che saranno 2 miliardi le persone infettate durante questa pandemia.Al 17 ottobre 2009 i casi confermati in laboratorio superano i 400mila, con 5000 morti accertate. Queste cifre sono sottostimate rispetto alla reale diffusione del virus, in quanto molti Paesi ormai accertano soltanto i casi con sintomatologie gravi.

